Social Media Week 2019: in che direzione sta andando la comunicazione?

Social Media Week 2019: in che direzione sta andando la comunicazione?

In un contesto in continua evoluzione, mantenersi sempre al passo coi tempi è di fondamentale importanza per un professionista che opera nel settore del marketing. Se, da un lato, i nuovi strumenti di comunicazione (digital e social in particolar modo) modificano la società, dall’altro vengono al contempo modificati dall’uso che ne fanno gli utenti.

Saper fronteggiare ritmi così veloci di evoluzione richiede un investimento costante in formazione e aggiornamento, attività necessarie per poter offrire ai propri clienti soluzioni davvero efficaci per i loro obiettivi di business.

Il mese scorso abbiamo assistito agli speech della Social Media Week, negli spazi del Talent Garden Ostiense, a Roma. Sono stati due giorni intensi e scegliere tra i diversi appuntamenti previsti in agenda non è stato semplice.

Di certo, siamo tornati in ufficio carichi di spunti interessanti e con la voglia di approfondire sempre di più gli scenari che si sono aperti nel mondo della digital transformation e della comunicazione 2.0 (e oltre!).

Si tratta di un fenomeno rivoluzionario, se si pensa che fino al 2014 in Italia, ma anche nel resto del mondo, di Digital Transformation ancora non si parlava.

La prima cosa da tenere a mente? Che il 28% delle persone legge un testo senza capire cosa ci sia scritto e che, in generale, si legge sempre di meno. Questo significa che non bisogna strutturare messaggi complessi.

In Italia, ad esempio, le Instagram Stories, che sono un contenuto veloce, smart, giovanile, hanno un tasso di conversione notevole, che nell’ambito di attività di influencer marketing assume un valore medio di 2,66%. Negli USA è del 2,55%.

Oltre ad aver contribuito all’incremento del valore dello strumento stories, l’influencer marketing ha aiutato a comprendere che le vanity metrics non sono sufficienti nell’analizzare i risultati di una strategia. Gli elementi che contano davvero sono le meaningful metrics: engagement rate, pertinenza dei commenti, reach e impressions, visitatori unici nel caso di blog, condivisioni e mention, referrals e, ovviamente, conversioni.

Il principio di fondo che accomuna tutti i cambiamenti avvenuti può essere così sintetizzato: i prodotti hanno fatto un passo indietro rispetto all’esperienza. Per questo, diventa sempre più importante per chi si occupa di marketing avere competenze di design (dell’esperienza) che possano garantire la possibilità di personalization al rapporto tra utente/consumatore e brand.

Riuscire a instaurare un rapporto con il consumatore assume un’importante rilevanza per l’azienda, dal momento che un cliente fidelizzato vale 10 volte più di uno non fidelizzato. Parallelamente, investire su un cliente fidelizzato costa circa il 70% in meno, a parità di risultato.

Nel rapportarsi ai diversi segmenti di clienti (ad esempio: attivi, dormienti, persi), sono di grande utilità gli strumenti di marketing automation, che consentono di ottimizzare il flusso comunicativo tenendo conto delle specifiche caratteristiche dei diversi segmenti di pubblico, rendendo così più profittevole il funnel. 

In Mediamorfosi abbiamo maturato esperienza in tutti questi ambiti applicativi, dal social media management alla marketing automation, occupandoci contemporaneamente anche di visual identity, digital adv, siti e e-commerce, gamification e CRM. La nostra expertise ci ha fatto sviluppare, nel tempo, un’attitudine strategica alla comunicazione integrata, offrendo ai nostri clienti un marketing mix personalizzato in base a specifici obiettivi e che tenga conto delle peculiarità di ciascuna azienda. Contattaci subito per conoscere i nostri servizi e strutturare insieme una strategia a supporto della tua PMI. 

 

2019-11-13T06:56:14+00:00